domenica 24 giugno 2012

I Simboli Adinkra

I simboli Adinkra sono stati elaborati dal popolo Ashanti (nativi del Ghana), e rappesentano aspetti della vita e della società e vengono utilizzati per ornare l'abbigliamento secondo precise regole. Ma nel vestiario è molto importante anche il colore della stoffa, e oltretutto questi simboli si prestano molto bene a essere usati come tatuaggi. 
Questi simboli sono spesso collegati a qualità personali o a esperienze personali, e hanno significati universali.

I simboli più conosciuti e usati sono:

SANKOFA: torna a prenderlo (impara dal passato)



OKODEE MMOWERE: artiglio d'aquila (coraggio)


NSOROMMA: figlio delle stelle (guardiano)


ODO NNYEW FIE KWAN: l'amore non perde mai la strada del ritorno (la forza dell'amore)


KWATAKIE ATIKO: capelli di Kwatakie (valore)



OHENE ANIWA: all'occhio del re (nulla è nascosto)


NKONSONKONSO: uniti nella vita e nella morte (rapporti umani, grande amicizia)


I simboli Adinkra in totale sono 63. Per scoprire tutti gli altri simboli con i loro significati visitate  il sito  http://www.hlcjewelry.com/HLCstore/symbols/define/adinkraView.htm#adinkra55

Sak Yant - il tatuaggio thailandese

Sak yant ( tatuaggio Yantra ) è una forma di tatuaggio sacro Thailandese praticata in molti paesi del sud est asiatico come nel Laos e in Cambogia. 
La parola Thai “Sak” significa tatuaggio mentre un “Yant” è un disegno sacro che incorpora preghiere buddiste chiamate Mantra o kata che invocano poteri soprannaturali. 
Dopo l'afflusso del buddismo in Thailandia è diventata comune per questi Yants essere iscritti o tatuati sulla pelle; ancora oggi molti uomini thailandesi ne posseggono più d' una perché sono ritenuti magici e donano a chi li possiede poteri mistici, fortuna e protezione.
I disegni sak yant sono tatuati normalmente da monaci buddisti o sacerdoti bramino attraverso l' utilizzo di un bastone di bambù lungo e affilato (sak may) o in alternativa con un puntale metallico lungo (sak khem).
Yantra può essere rappresentata in diverse forme: non solo come tatuaggio su diverse parti del corpo ma come incisione su un foglio di metallo o inchiostro disegnato su un pezzo di stoffa.

Alcuni disegni e rispettivi significati Yantra.

Pra Ratana Trai: vittoria contro tutti i nemici; rispetto e ammirazione.


Buddha Khun: protezione contro tutti i mali.


Yod Mongkut: protezione da ogni tipi di pericolo.


Barami Pra Buddha Chao (Bhuddha's charisma): Protezione da fantasmi e gli spiriti cattivi e altri perioli per la casa.


Maha Ud: protezione dai pericoli.


Ha Yod (Five spires):protezione ( questo yantra viene spesso rappresentato sul panno di bandiere.


Arvut Tang Si: proteggono da fantasmi, spiriti cattivi e malattie, hanno inoltre il potere di guarire da ogni forma di stregoneria.

Paya Hanuman: porta a chi l' indossa invulnerabilità.


sabato 23 giugno 2012

Tattooth!

Se hai paura dell'ago per farti un vero tatuaggio sulla pelle, o non hai più un lembo di pelle libera da poter usare ora in America e in India va di moda il tatuaggio sui denti.

Il più grande artista in materia è Steven Heward, il cui studio si trova nello Utah, ed è in grado di dipingere qualsiasi cosa sui denti. Anche se non è un vero e proprio tatuaggio.
Infatti per realizzarli c'è bisogno del calco dentale dell'interessato di cui verrà fatta una copia in metallo e su cui verrà fatta colare della porcellana e dipinta secondo le richieste del cliente. Quindi in pratica è come farsi mettere una capsula dentale, però decorata.
Ma la sfortuna è che non è permanente oltre ad avere un prezzo che varia dalle 75 ai 500 dollari!

Il Significato dei Tatuaggi Old School (II° Parte)

Lo stile Old School non si limita ai simboli riportati nella prima parte, ma ne esistono altri ancora come ad esempio:
Il ferro di cavallo che accompagna l'arte del tatuaggio in diverse epoche, e che è considerato un porta fortuna (infatti è il più conosciuto al mondo).
In molte parti dell'Europa e del Nord America, il ferro di cavallo viene fissato sopra le porte delle abitazioni con le punte o all'insù o all'ingiù a seconda della cultura tradizionale di quel luogo: se le punte sono verso l'alto funge da coppa per catturare la buona fortuna, se le punte sono verso il basso significa che la cattiva sorte è stata allontanata.




La pistola è simbolo di pericolosità. Alcuni sostengono che la pistola sia un simbolo prettamente maschile, altri che simboleggi una sessualità aggressiva, sia femminile che maschile.
Chi sceglie questo tatuaggio è per dichiarare determinazione, ma anche protezione; se rappresentata fumante simboleggia la colpa.



Il rasoio, oltre al solito legame con il suicidio e la droga, è portato da coloro che sa affrontare i rischi della vita camminando sempre, appunto, sul filo del rasoio.






Il pugnale ha vari significati in base all'oggetto che lo accompagna, infatti ne esistono di vari tipi:

Un pugnale da cui gocciola del sangue solitamente è postato da chi ha voglia di fare nella vita e non ama essere ostacolato. Infatti solitamente chi lo porta non è visto di buon occhio e non viene preso molto ala leggera;

un pugnale conficcato in un teschio è simbolo di morte. Infatti in galera era portato da chi aveva commesso un omicidio;








un pugnale conficcato in un cuore è simbolo di infedeltà, ma può anche simboleggiare un certo cinismo nel trovare il vero amore;

un pugnale che entra nella pelle, come il tatuaggio spiegato prima, indica sfiducia nell'amore e nel mondo ed è portato da chi è stato ferito o si aspetta di esserlo. Entrambi questi tatuaggi riconoscono quanto la vita sia dura e, a volte, sleale.

Scarificazione



La scarificazione è una deformazione cutanea a scopi decorativi e protettivi, collegata a molte motivazioni. In passato, era praticata soprattutto da parecchie etnie africane, e spesso coincideva col rito iniziatico del passaggio dall'infanzia all'età adulta. Determinante era che il soggetto sottoposto a questa pratica molto dolorosa, e che poteva far perdere sangue in abbondanza, sopportasse le incisioni in stoico silenzio. La sofferenza è un elemento fondamentale della cerimonia, in quanto dimostra il coraggio e il valore del ragazzo che entra nell'età adulta: il popolo Nuer (Etiopia) ancora oggi si fa tagliare col rasoio, sei larghe strisce sulla fronte. L'operazione è molto pericolosa, in quanto la recisione di un nervo frontale può portare alla morte, nonostante i tentativi di arginare l’emorragia. Dopo un lungo periodo di convalescenza l'iniziato è ammesso alla tribù con grandi feste.

La scarificazione consiste in incisioni, tagli della pelle (con coltelli, rasoi, conchiglie, pietre affilate, ecc.) bruciature, allo scopo di produrre cicatrici permanenti. Ogni cicatrice viene soffregata varie volte con polveri e prodotti coloranti e lasciata a lungo aperta, finché la pelle non si cicatrizzi con forte evidenza plastica. I motivi preferiti sono solitamente di tipo geometrico, ma a volte vengono incisi animali stilizzati. Ogni etnia aveva i propri simboli.


Sovente le donne avevano imponenti scarificazioni sul ventre, che ne costituivano anche l'attrazione sessuale. Come il tatuaggio e la mutilazione, la scarificazione era considerata segno di qualificazione sociale, e parecchie donne affermavano che senza quei segni non si sarebbero mai sposate.

Le tecniche di scarificazione sono varie e ognuna dà un messaggio diverso:
Il significato delle scarificazioni, come per i tatuaggi è: di tipo estetico;di tipo onorofico; di tipo religioso; di tipo informativo, ossia a quale clan si appartiene, lo stato sociale. Oggi anche nei paesi occidentali si sta diffondendo questa pratica, ovviamente a puro scopo decorativo, prendendo un nome leggermente diverso: scarnificazione.

Il Tatuaggio nell'Occhio

                       l'ultima frontiera del tattoo!

se gli occhi sono lo specchio dell'anima e siamo persone timide, allora cambiamoli! ;)




La simbologia dei fiori in Giappone

Abbiamo già parlato del tatuaggio in Giappone, della sua storia e del forte legame che lega i Giapponesi all'arte del disegno sul corpo http://myinkside.blogspot.it/2012/06/il-tatuaggio-giapponese-ingiappone-il.html, vediamo ora di capire qualcosa di più sul significato di alcuni tra i più comuni tatuaggi giapponesi che anche noi occidentali siamo soliti tatuare: i fiori, sperando di regalarvi qualche nuovo spunto o idea.

Il fiore di ciliegio è il fiore nazionale del Giappone ed è oggi legato a gioventù, bellezza, fama e ricchezza; questi significati "moderni" derivano dai significati che originariamente connotava, legati all'arte del combattimento samurai e al desiderio di sfidare la morte: simbolo di precarietà dell'esistenza perché così debole da cadere a terra con un po' di pioggia.

"Il tipo di trascendenza a cui allude il fiore di ciliegio in Giappone è diverso: riguarda piuttosto il riconoscimento delle forze che governano il mondo e dell' evanescenza delle proprie. L'implicazione per un uomo che porta l'intricato motivo del fiore di ciliegio è di essere in accordo con la natura delle cose, per triste che possa essere; il suo corpo è fragile come i petali del fiore, ma così è la vita." Donald Ritchie, Prefazione a "Ransho".

Il crisantemo in Giappone simboleggia forza e determinazione, longevità perchè spunta in autunno sfidando i primi freddi. Il crisantemo nella simbologia orientale non connota significati di morte com è invece in occidente.

Il fiore di loto è simbolo di purezza profonda dell' essere umano; inoltre rappresenta uno dei simboli della religione buddista.

La peonia è la regina dei fiori, viene usata anche dagli uomini perchè è uno dei simboli delle carte del gioco 'Hana Fuda' che usavano gli Yakuza nel periodo Edo quando, prima di formare una associazione criminale, erano dei giocatori d'azzardo.

Avendo questi fiori ognuno una propria simbologia legata ad ambienti, stagioni, non vanno mescolati e inseriti casualmente all' interno del tatuaggio: rispettarne la simbologia è fondamentale.

giovedì 21 giugno 2012

La tradizione Kolam

Riconosci tra questi disegni una somiglianza con il tuo tatoo? Il tuo tatuaggio deriva allora da antichi disegni: i Kolam indiani.Quella dei Kolam è un vero e proprio rituale di antichissima tradizione Indiana che ancora oggi continua a mantenere per le popolazioni dell'India meridionale significati culturali importantissimi. I Kolam sono disegni realizzati attraverso una soluzione d' acqua e farina di riso (oggi quasi sempre sostituita da polvere di gesso) dalle donne indiane ogni mattina prima dell'alba davanti la soglia di casa; si tratta di raffigurazioni geometriche e sinuose, realizzate a mano libera che disegnano un complesso labirinto di linee e punti.

I significati attribuiti dalla tradizione indiana a queste rappresentazioni sono molti: forniscono agli abitanti della casa protezione allontanando e intrappolando demoni e spiriti, rende prospera e fertile la famiglia. Non c'è da sorprendersi quindi se a questi disegni s ispirano molti modelli di tatuaggio nel Sud dell'India -dov'è tradizione- ma anche nei paesi occidentali.
Inoltre questi labirinti rappresentano una soglia di passaggio tra l' esterno e l' interno del mondo, un modo per superare al meglio ogni tappa della vita per avvicinarsi al mondo ultraterreno.Secondo la leggenda indiana, Yama, dio della morte risparmierebbe tutti coloro che abbiano tatuato uno di questi labirinti: troppo difficile anche per Yama districare un simile percorso e evitare di venirne intrappolato.

domenica 10 giugno 2012

Body Modification

Quando solo il tatuaggio non basta

Negli ultimi anni sempre più persone cercano di esprimere se stesse in maniera sempre più estrema, modificando parti del proprio corpo affrontando tal volta anke operazioni di chirurgia plastica ( pensate al famoso UOMO TIGRE di cui la foto qui sotto).


I motivi di queste "trasformazioni" sono tanti, a volte per assomigliare a creature di fantasia (come chi si fa modificare le orechie da elfo, o interventi sui canini per sembrare vampiri) ma una cosa certamente accomuna tutti: il desiderio di esprimere se stessi!


Ovviamente queste strane persone sono soggette ad un sacco di pregiudizi perchè pare che "il corpo è sacro" quindi loro sono del tutto malati se non peggio...ma per favore!
Il corpo è l'unica cosa che realmente ci appartiene! Se non possiamo modificarlo nel modo in cui lo sentiamo NOSTRO, allora dobbiamo rassegnarci a vivere in un mondo di "cloni", tutti uguali come la società (che poi la società in realtà che autorità ha visto che è tutti e non è nessuno!) vuole decide che sia consono...

Certo è che non dev'essere facile andare in giro per strada con gli occhi puntati addosso sapendo di essere malgiudicati, sacrificare una vita facile pur di rimanere fedele a se stessi...per cui io ammiro molto queste persone, perchè ci vuole davvero coraggio ad uscire dagli schemi, a sfidare la "normalità", ad essere insomma dei lupi solitari!

Ed a parte tutti i discorsi morali che si vogliono fare, la Body Modification è un arte in tutto e per tutto! Solo che la tela è il corpo ;)

venerdì 8 giugno 2012

I Tatuaggi Nel Corso Del Tempo

Circa 60000 a. C. : Gli aborigeni australiani si dipingono il corpo e si procurano cicatrici.

15000 - 10000 a. C. : In alcune figure incise nelle grotte della Dorgogna (Francia) compaiono segni di body painting, probabilmente tatuaggi.

8000 - 5000 a. C. : Diversi personaggi ritratti nell'Altopiano dei Tassali (Sahara) portano addosso segni che, probabilmente, sono pitture corporee.

5500 - 3000 a. C. : Nell'Egitto pre-dinastico le donne sono tatuate, mentre 2000 anni dopo le prostitute si faranno tatuare le cosce e il pube.

3000 a. C. : Tra le popolazioni del Borneo, del Giappone, di Samoa e dell'Amazzonia sono già note le pratiche del tatuaggio.

2000 a. C. : Gli egiziani tatuano i corpi delle danzatrici e quelli dei morti per proteggerli dagli spiriti maligni dell'aldilà.
Nell'antica Grecia i seguaci di Dionisio si decorano con tatuaggi.

1900 a. C. : Le divinità antropomorfe dell'area culturale del Mediterraneo orientale mostrano segni di tatuaggi o pitture corporee.

1500 a. C. : Nella cultura centroamericana Olmeca e in altre successive si pratica già l'arte del tatuaggio.

450 a. C. : Secondo quanto riferisce Erodoto, le personalità più importanti dell'antica Grecia sono tatuate in base alla professione e alla posizione sociale.

IV secolo d. C. : I soldati romani chiamano PICTI  (dipinti) i guerrieri gallici, che combattono nudi e ricoperti di tatuaggi definiti "orripilanti".

550 d. C. : In Giappone gli appartenenti alle classi inferiori hanno le braccia tatuate.

787 d. C. : Papa Adriano vieta con una bolla l'uso dei tatuaggi.

720 d. c. : In Giappone si ricorre ai tatuaggi sul viso per marchiare i delinquenti; gli aristocratici, invece, si fanno dei piccolissimi tatuaggi intorno agli occhi.

XI XII secolo d. C. : I soldati che partono per le crociate hanno una croce di Gerusalemme tatuata: in caso di morte possono essere identificati e sepolti secondo le usanze cristiane.

XIII secolo d. C. : In Giappone il tatuaggio assume il ruolo di arte raffinata.
Fino a quest'epoca gli artigiani di tutta Europa sono riconoscibili, in assenza di diplomi scritti, grazie a tatuaggi che ne certificano la professione.

XVIII secolo d. C. : Nel periodo in cui celebri esploratori solcano i mari di tutto il mondo, molti marinai si tatuano nello stile dei popoli da loro "scoperti".

XIX secolo d. C. : Dopo essere stati importati dalla Cina tramite una sorta di albo a fumetti, i tatuaggi raggiungono l'apice della qualità.

1870 : I tatuaggi vengono dichiarati illegali dall'imperatore Meiji; questo divieto rimarrà fino al 1945.

1891 : Viene inventata la prima macchinetta elettrica per tatuaggi da Samuel O'Reilly.

Anni '20 : Nei circhi e nei lunapark statunitensi fanno parte delle attrazioni per il pubblico le persona tatuate su tutto il corpo.

1939/1945 : I prigionieri dei campi di sterminio nazisti vengono identificati attraverso un numero tatuato sul braccio. I membri delle SS si fanno tatuare il gruppo sanguigno per rendere più semplice e veloce le proprie cure.

Anni '50 : I giovani usano i tatuaggi per esprimere la propria ribellione nei confronti della società.

Anni '60 ad oggi : Il tatuaggio viene usato come una nuova forma espressiva.

giovedì 7 giugno 2012

Il Mehendi, la pratica del tatuaggio all' Hennè


La pratica del tatuaggio all'Hennè ha origini antichissime. Un tempo utilizzata da sole donne per fini estetici e religiosi questo metodo è oggi diffuso in tutto il mondo, anche tra gli uomini, essendo una valida alternativa al tatuaggio permanente; il tatuaggio all'Hennè ha infatti durata variabile, dalle 2 alle 4 settimane ed è completamente indolore.

La Lawsonia Inermis, nota con il nome di Henna ma più spesso identificata con il francese Hennè è l' arbusto spinoso dalle cui foglie essiccate e macinate si ricava il colorante per pelli e tessuti a noi noto. L'Hennè pulisce e purifica la pelle; done lucentezza ai capelli, li rinforza e li protegge; è utilizzato come rimedio naturale contro i capelli bianchi ed è inoltre in grado di donare riflessi ramati ai capelli scuri. Studi recenti hanno evidenziato virtù antimicotiche e astringenti.

La patria della pratica all' Hennè è considerata l' India anche se tracce del suo utilizzo sono state ritrovate presso le popolazioni egiziana, ebraica, palestinese, araba. Nelle zone orientali l'utilizzo popolare predilige le decorazioni per abbellire mani e piedi della sposa in vista del rito nuziale come strumento di bellezza e seduzione nei confronti del futuro marito. In India, oltre che per celebrare la figura umana, il Mehendi è l' elemento di congiunzione tra corporeità e spirito. In altre zone si usa l'Hennè nelle cerimonie che celebrano le nascite, le circoncisioni e altre festività, come ad esempio la fine del Ramadan, come simbolo di buon augurio. Il segreto della tradizione, per anni tramandato presso queste popolazioni non è però sfuggito al controllo occidentale: l' uso della pratica all' Hennè si è infatti recentemente diffusa in Europa, perdendo ogni significato rituale.

domenica 3 giugno 2012

I Significati Dei Tatuaggi Old School (I° Parte)

I tatuaggi "Old School" sono quelli legati alla tradizione occidentale in generale, di cui fanno parte quella marinara e rockabilly, caratterizzati da linee dure e disegni ben definiti e semplici.

L'ANCORA oltre ad essere molto importante nella simbologia marinara, rappresenta salvezza, fermezza, sicurezza e speranza, ed indica di essere una persona costante e risoluta, ma può anche essere usata per fissare un momento particolare o un luogo o una persona conosciuta in un viaggio.








La RONDINE è un simbolo nautico di buona fortuna. Nella mitologia è conosciuto come segno di felicità, prosperità, buona salute, arrivo della primavera e fedeltà.
Nella simbologia magica la rondine rappresenta la fiducia nel prossimo.
Nei tatuaggi tradizioni old school la rondine veniva tatuata su un lato del petto di un marinaio quando arrivava a vantare di aver percorso 10.000 miglie in mare, quando invece arrivava al traguardo delle 20.000 miglia il marinaio si faceva tatuare nella parte opposta del petto un altra rondine, dunque indicavano un grande viaggiatore.


La CILIEGIA rappresenta purezza e castità, mentre una ciliegia morsa indica la perdita della verginità. Se invece è rappresentata tra le fiamme è simbolo di desiderio e passione.






Le ROSE generalmente simboleggiano amore e bellezza, anche se il significato cambia a seconda del colore con cui sono rappresentate: una rosa bianca simboleggia purezza, una rosa rossa amore e passione, una rosa gialla amicizia, una rosa canina dolore.






Le PIN UP e le altre figure femminili (prima considerato come un tatuaggio per soli uomini ma oggi amato anche dalle donne) simboleggiano tentazioni o amori lontani o anche la ragazza dei sogno di un uomo. Se sono accostate a dadi, a carte, a bicchieri o bottiglie rappresentano le tentazioni dell'uomo.


Il TESCHIO MESSICANO (o Sugar Skull o Donne Messicane) è molto colorato e spesso decorato con fiori dai colori vivaci. Prendono il nome da dolci a forma di scheletro, utilizzati nella tradizione messicana e distribuiti durante i funerali, che in questo paese vengono celebrati come una festa, perchè la morte viene vista in maniera meno tragica. Infatti questi tatuaggi simboleggiano rinascita, vita dopo la morte, ma spesso anche cambiamento nella propria vita, una svolta.

sabato 2 giugno 2012

Le tecniche del tatuaggio

Per gli appassionati, ecco a voi un breve cenno sulle principali tecniche per tatuare a questo link http://www.tatuatori.it/le-tecniche

Il tatuaggio Giapponese

In Giappone il tatuaggio è comunemente chiamato irezumi 入れ墨, “inserire inchiostro nero” o horimono 彫り物, “incidere qualcosa”. I due termini in passato non erano sinonimi, ma indicavano due tipi particolari di tatuaggio: gli irezumi erano i tatuaggi dei criminali, mentre gli horimono erano i tatuaggi fatti per gusto personale. Oggi i due termini hanno lo stesso significato.
Una delle più antiche certificazioni che abbiamo riguardo all’irezumi è contenuta nell’antologia imperiale Nihon Shoki (720 d.C.), in cui si narra che l’Imperatore Richū ordinò di tatuare di nero la zona vicina all’occhio destro della salma di un capo clan traditore della corte.

La pratica del tatuaggio come punizione venne introdotta in Giappone con molta probabilità dalla Cina dei Tang nel VII secolo, momento in cui il Giappone si aprì al continente e importò gran parte della cultura cinese. I tatuaggi punitivi erano dei marchi indelebili sulla pelle del criminale che lo isolavano dal resto della comunità e solitamente erano delle strisce nere  sulle braccia o addirittura l’ideogramma di “cane” sulla fronte. 

All’inizio del periodo Tokugawa il tatuaggio ebbe un grande impulso artistico collegato alla nascita della nuova cultura del divertimento e dei quartieri di piacere: in questo contesto i tatuaggi divennero un emblema dei sentimenti d’amore, anche tra prostitute e clienti, e nacque la pratica dell’irebokuro入れ黒子, “applicazione di un neo”: i due innamorati si tatuavano un punto nero sulla mano a metà strada tra l’attaccatura del pollice e il polso. In questo modo, quando si sarebbero stretti la mano, la punta del pollice dell’uno avrebbe toccato il neo tatuato dell’altra e viceversa. Sempre collegato all’amore era il kishibori, un voto sottoforma di tatuaggio che consisteva nel tatuarsi il nome dell’amato/a insieme all’ideogramma di “vita”; la pratica dell’irebokuro venne soppressa dal regime militare dei Tokugawa, che combatteva ogni tipo di individualità. 
 
Fino al 1750 il tatuaggio cadde in disuso, ma da questo periodo i giapponesi ritrovarono un profondo interesse per i tatuaggi, interesse che si è tramandato fino ad oggi. L’opera di grandi artisti dell’epoca contribuì senza ombra di dubbio a questo processo: all’inizio del 1800 venne pubblicata “La nuova edizione illustrata del Suikoden”, arricchita da illustrazioni di Katsushika Hokusai. Questa opera si rifà a un’opera cinese, dove un gruppo di briganti-eroi si ribellano contro la corrotta burocrazia; alcuni dei personaggi avevano dei tatuaggi sul proprio corpo. Hokusai rappresentò in modo così vivido i tatuaggi di questi banditi-eroi che i giapponesi ne rimasero estasiati al punto da dar vita a una nuova diffusione dell’irezumi,  che sembra sia stata causata proprio dalla voglia di emulare i personaggi del Suikoden.

Nel XIX secolo nacque l’iconografia dell’irezumi come la conosciamo oggi: venivano coperti tutta la schiena, i glutei fino a metà coscia, il petto non era tatuato nella parte centrale.l tatuaggio assume così il valore di una vera e propria opera d’arte. Ma proprio durante questo secolo il tatuaggio giapponese conobbe una nuova crisi, poiché veniva considerato un fenomeno non idoneo alla morale pubblica, e venne prescritto. L’apertura del paese all’Occidente fu un altro duro colpo per quest’arte: l’irezumi venne ancora una volta prescritto, ma stavolta perché si temeva che lo sfoggio dei costumi autoctoni potesse apparire ridicolo agli occidentali. Soltanto in seguito alla Seconda Guerra Mondiale il tatuaggio divenne legale, ma ormai il periodo di maggior splendore di questa arte era già un ricordo.


Oggi il tatuaggio in Giappone è spesso associato all’idea di yakuza: sono proprio i membri della cosiddetta “mafia gialla” a portare grandi tatuaggi su tutto il corpo, quasi come segno di riconoscimento. Per questo motivo, nonostante molti giovani si fanno tatuare solo per gusto, in molti bagni pubblici o terme giapponesi non è consentito l’ingresso a persone tatuate. Purtroppo l’antica arte dell’irezumi si sta via via estinguendo, poiché i maestri che conoscono le antiche tecniche stanno scomparendo e i giovani preferiscono utilizzare macchinari moderni; ben presto i pochi maestri rimasti moriranno e l’arte dell’irezumi si estinguerà per sempre.

giovedì 31 maggio 2012

Il Tatuaggio Polinesiano (Maori)


ll TA MOKO è il tradizionale tatuaggio con cui i Maori dipingono i loro volti.
I guerrieri utilizzano il moko per raccontare la propria storia: ogni segno indica un diverso avvenimento della propria storia personale. 
Il Moko rappresenta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, acquisendo tutta la forza spirituale dei propri antenati; esso rappresenta anche il nome, il luogo di nascita e le imprese compiute dal suo possessore.  Il tatuatore, chiamato” Tohunga ta Moko “, studia la struttura facciale del futuro tatuato, dopo che, individuato il disegno, spetta agli anziani del clan di appartenenza decidere se il simbolo proposto rispetta la personalità dell’individuo. E’ proprio questo il motivo che ogni Moko è diverso dagli altri.
Le donne riportano il tradizionale segno sul mento ad indicare che sono legate ad un guerriero.

Tra i tatuaggi, il KIRITUHI è la rappresentazione più decorativa (anche se comunque intrisa di significati legati alla felce "koru" come simbolo di nascita, rinascita spirituale e rigenerazione); a differenza del tatuaggio moko tutti possono tatuarsi questa tipologia di disegni, senza offendere la cultura Maori.

Il WHAKAIRO, tatuaggio corporeo Maori, parte dalla schiena e arriva fino alle ginocchia, comprendendo natiche, genitali e cosce.
I tatuaggi dei guerrieri si distinguevano dalle spirali doppie sulle natiche e dalle cosce tatuate con motivi a linee curve tipici dell’arte Maori.
Queste linee evidenziavano la muscolatura e servivano a far apparire il guerriero più forte al fine di intimidire il nemico.

                                                 


martedì 29 maggio 2012

Il Tatuaggio in Italia

Inauguriamo il blog con la storia italiana del tattoo <3

La pratica del tatuaggio era diffusa già nell'Italia preistorica come testimonia la mummia di Oetzi, i cui resti sono stati rinvenuti nel ghiacciaio del Similaun nel 1992. Le testimonianze sull'effettiva continuità della pratica del tatuaggio sono sporadiche:gli schiavi romani venivano marchiati con le iniziali del proprio padrone o, nel caso fossero stati sorpresi a rubare, erano marchiati a fuoco sulla fronte.
I soldati romani invece, furono influenzati dalle usanze dei Britanni, con i loro corpi dipinti, e dei Traci, feroci gladiatori spesso tatuati, al punto che i legionari iniziarono tatuarsi il nome dell'Imperatore. 
Costantino nel 325 d.c. abbia proibito il tatuaggio sul viso ai cristiani di tutto l'Impero Romano perché ”deturpava ciò che era stato creato ad immagine di Dio” fa pensare che ci fosse l'abitudine da parte dei primi cristiani di marchiarsi per testimoniare la propria fede.
 Il tatuaggio venne di fatto definitivamente proibito da Papa Adriano I nel 787 durante il Concilio di Nicea e tale veto venne ribadito da successive bolle papali. Nonostante il divieto ufficiale, l'abitudine a segnare indelebilmente il corpo sopravvisse, spesso in clandestinità, sopratatutto nelle classi meno abbienti, fra i soldati e in alcuni luoghi di culto cristiani come il Santuario di Loreto. Qui, fino alla metà degli anni Cinquanta, esistevano i frati marcatori, ovvero frati che incidevano piccoli segni devozionali fra i pellegrini. I segni tatuati nel Santuario di Loreto venivano effettuati sui polsi o sulle mani ed erano simboli cristiani o soggetti “amorosi”: i primi, inizialmente molto semplici come una croce o come la rappresentazione delle stigmate, si fecero via via sempre più complessi come la stilizzazione della stessa Madonna di Loreto, simboli del proprio ordine religioso, oppure segni marinareschi poiché i marinai erano i primi difensori della costa adriatica contro gli invasori turchi. Gli attacchi dei pirati inducevano anche gli abitanti della costa a tatuarsi segni cristiani poiché, in caso di morte violenta, sarebbero stati riconosciuti come fedeli e dunque sepolti in terra consacrata; i tatuaggi a carattere “amoroso” erano invece effettuati dalle spose come promessa a Dio e augurio e contemplavano soggetti come due cuori trafitti, frasi o il simbolo dello Spirito Santo. Anche le vedove si tatuavano, in ricordo del defunto, soggetti come il teschio con le tibie incrociate, il nome del morto o la frase “memento mori”.
  Il tatuaggio riemerge dall'ombra nella seconda metà del XIX secolo, con la pubblicazione, nel 1876, del saggio L'uomo delinquente di Cesare Lombroso. Egli mette in stretta correlazione il tatuaggio e la degenerazione morale innata del delinquente: il segno tatuato è fra quelle anomalie anatomiche in grado di far riconoscere il tipo antropologico del delinquente. Il delinquente nato mostra specifiche caratteristiche antropologiche che lo avvicinano agli animali e agli uomini primitivi e l'atto di tauarsi di criminali recidivi è sintomo di una regressione allo stato primitivo e selvatico. L'uomo delinquente però è anche un catalogo approfondito di tutte le tipologie di tatuaggio che potevano essere reperite all'epoca: il saggio è ricco di descrizioni di tatuaggi e delle storie degli uomini che li portano, soldati ma suprattutto detenuti, criminali e disertori, fornendo così un ampio squarcio sulle usanze del tempo. Lombroso cataloga i tatuaggi in segno d'amore (iniziali, cuori, versi); simboli di guerra (date, armi, stemmi); segni legati al mestiere (strumenti di lavoro, strumenti musicali) animali (serpenti, cavalli, uccelli); tatuaggi di soggetto religioso (croci, Cristi, Madonne, Santi). In seguito alla diffusione delle teorie di Cesare Lombroso, il tatuaggio subisce un'ulteriore censura ed è per questo che, contrariamente ad altri paesi occidentali, non nascono studi e botteghe professionali fino alla fine degli anni '70. 
Dalla fine degli anni '60 - inizio anni '70 in poi la cultura del tatuaggio ha conosciuto una progressiva diffusione, prima nelle sottoculture giovani hippy e fra i motociclisti e poi ha conquistato lentamente ogni strato sociale e ogni fascia d'età. Fra gli anni '70 e gli anni '80 si affacciano sulla scena italiana i primi tatuatori professionisti, artisti pionieri della tattoo art in questo paese.
Ai giorni nostri questa straordinaria forma d'arte è sempre più popolare, riscontrando successo soprattutto tra i giovani. Non sono tuttavia scomparsi i pregiudizi ma sono sicura con con il tempo il tatuaggio farà parte della vita di tutti noi!